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Fare politica.

A diciotto anni, a Caltagirone, questa frase può voler dire qualcosa fuori dal senso comune. Vuol dire andare al concertone del primo maggio. Adesso capisco che è assurdo, ma all’epoca per noi ragazzi di provincia il concerto organizzato dai sindacati era fare politica, e andare fuori dall’isola era una cosa rara che bisognava fare per vedere cosa ci fosse là fuori. E poi era stato organizzato dalla nuova rappresentanza di istituto, quelli dopo di noi che eravamo già vecchi e stavamo all’ultimo anno. Ce l’hanno presentata così, manco fosse una manifestazione pacifista o un social forum, avevano pure organizzato un autobus, quarantamila lire e avremmo viaggiato per tutta la notte per arrivare a San Giovanni alle nove del mattino. Passati un paio di anni ho cominciato a pensare che in realtà avevano organizzato l’autobus non tanto per la questione, importantissima, politica ma per guadagnare qualche soldo loro e la compagnia del bus. Ma sono riflessioni politiche che si fanno quando si è più maturi. Stiamo parlando di una città senza un centro sociale, la politica era quella, andare al concerto era un nostro dovere. E suonava pure Vinicio Capossela e un altro tizio di cui non sapevamo nulla ma sicuramente doveva essere un fico visto che era l’unico artista straniero, poi qualcuno l’aveva pure ascoltato questo Nick Cave e c’ha rassicurato sulla qualità. Comunque mi serviva qualcosa per la notte da ascoltare e c’erano due CD nella stanza di mia sorella, musica ambient roba elettronica che aveva portato da quei posti dove andava non si è mai capito a fare cosa. Quello dei Thievery Corporation l’ho ascoltato solo quella notte, questo invece non ho mai smesso di ascoltarlo.

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Written by Giorgio Acrilico

17 settembre 2012 at 01:51