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Ecco subito aggiornato il geotag

Sono tornato a Roma dopo 12 ore di autobus: ho dormito quasi bene stavolta.

Peccato per il film hanno messo stavolta un film di Pieraccioni orrendo, come tutti gli altri, quello fastidiosssimo dove parla tutto il tempo con lo spettatore nel suo odioso toscano spiegando la sua visione del matrimonio. Insieme a Sconsy o comecavolosichiama, che non c’entra una cippa con il film però evidentemente in quel periodo era reduce dal successo di zelig e andava messa di traverso nel film, dove appunto interpreta il suo personaggio e basta. Un capolavoro ancora purtroppo non compreso.

Io intanto ascoltavo altro sull’ipod.

Cari autisti della SAIS: ma perchè mettete sempre gli stessi film? L’altra volta, all’andata, mi avete stupito invece, mettendo due prime visioni: La Matassa, anche se in realtà ero l’unico nell’autobus a non averlo visto, ed era pure in tema per quelli che viaggiano in sicilia, ed avete pure messo “Si può fare” che è davvero un bel film (lì però ero l’unico ad averlo visto). Per la prossima volta fatemi vedere Baaria che tanto al cinema di mio non ci andrò mai a vederlo e dura tanto così il viaggio passa più velocemente, oltre ad essere pieno di siciliani e sicilia.

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Il carrello degli alcolici

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Ieri sera c’era questo film anni 80 con Tognazzi che fa il Commissario Ambrosio e un grande, ma davvero grande, Carlo delle Piane.

E mi è venuta in mente questa cosa, anche se in realtà avevo già affrontato l’argomento con mio cognato, cioè “vuole qualcosa da bere?”.
È una cosa abbastanza tipica che succede nei film di quell’epoca, si vedono queste case di borghesi incriminati con sempre un carrello o uno sportello pieno di bicchieri e bottiglie.

Dopo una giornata al lavoro, magari avendo commesso un omicidio o dopo un lungo interrogatorio, prendono un bicchiere e si fanno un bello scotch oppure un whisky liscio, così come si beve un chinotto, altro che aperitivo. Ma mica solo la sera, magari pure la mattina in vestaglia. Tutti che bevono. La moglie che ha appena perso il marito, l’industriale coinvolto in qualche losco traffico, l’amante del testimone, il commissario che ascolta la confessione.
Penso che sia stata una cosa tipicamente americana per far vedere che in quei tempi si stava bene.

Però in effetti anche i nostri genitori bevevano queste cose, controllate nelle vostre case, magari trovate un bel carrello in vetro e metallo con,se avete culo, una bottiglia a metà di brandy e una di martini bianco, oppure un sportello della credenza del salone dove sono rimasti solo i bicchieri e al massimo un paio di stuzzicadenti.

Chissà se hanno mai ucciso qualcuno i miei genitori?

Gassman si serve da bere da “I nome del popolo italiano”
sarà lui il colpevole?

Written by Giorgio Acrilico

8 settembre 2009 at 10:16