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Rivoluzione Quantizzata in arrivo, nell'attesa CONSERVARE BOTTIGLIE VUOTE

Archive for the ‘altri tempi’ Category

Kelly Watch the Stars

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Fare politica.

A diciotto anni, a Caltagirone, questa frase può voler dire qualcosa fuori dal senso comune. Vuol dire andare al concertone del primo maggio. Adesso capisco che è assurdo, ma all’epoca per noi ragazzi di provincia il concerto organizzato dai sindacati era fare politica, e andare fuori dall’isola era una cosa rara che bisognava fare per vedere cosa ci fosse là fuori. E poi era stato organizzato dalla nuova rappresentanza di istituto, quelli dopo di noi che eravamo già vecchi e stavamo all’ultimo anno. Ce l’hanno presentata così, manco fosse una manifestazione pacifista o un social forum, avevano pure organizzato un autobus, quarantamila lire e avremmo viaggiato per tutta la notte per arrivare a San Giovanni alle nove del mattino. Passati un paio di anni ho cominciato a pensare che in realtà avevano organizzato l’autobus non tanto per la questione, importantissima, politica ma per guadagnare qualche soldo loro e la compagnia del bus. Ma sono riflessioni politiche che si fanno quando si è più maturi. Stiamo parlando di una città senza un centro sociale, la politica era quella, andare al concerto era un nostro dovere. E suonava pure Vinicio Capossela e un altro tizio di cui non sapevamo nulla ma sicuramente doveva essere un fico visto che era l’unico artista straniero, poi qualcuno l’aveva pure ascoltato questo Nick Cave e c’ha rassicurato sulla qualità. Comunque mi serviva qualcosa per la notte da ascoltare e c’erano due CD nella stanza di mia sorella, musica ambient roba elettronica che aveva portato da quei posti dove andava non si è mai capito a fare cosa. Quello dei Thievery Corporation l’ho ascoltato solo quella notte, questo invece non ho mai smesso di ascoltarlo.

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Written by Giorgio Acrilico

17 settembre 2012 at 01:51

Il carrello degli alcolici

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Ieri sera c’era questo film anni 80 con Tognazzi che fa il Commissario Ambrosio e un grande, ma davvero grande, Carlo delle Piane.

E mi è venuta in mente questa cosa, anche se in realtà avevo già affrontato l’argomento con mio cognato, cioè “vuole qualcosa da bere?”.
È una cosa abbastanza tipica che succede nei film di quell’epoca, si vedono queste case di borghesi incriminati con sempre un carrello o uno sportello pieno di bicchieri e bottiglie.

Dopo una giornata al lavoro, magari avendo commesso un omicidio o dopo un lungo interrogatorio, prendono un bicchiere e si fanno un bello scotch oppure un whisky liscio, così come si beve un chinotto, altro che aperitivo. Ma mica solo la sera, magari pure la mattina in vestaglia. Tutti che bevono. La moglie che ha appena perso il marito, l’industriale coinvolto in qualche losco traffico, l’amante del testimone, il commissario che ascolta la confessione.
Penso che sia stata una cosa tipicamente americana per far vedere che in quei tempi si stava bene.

Però in effetti anche i nostri genitori bevevano queste cose, controllate nelle vostre case, magari trovate un bel carrello in vetro e metallo con,se avete culo, una bottiglia a metà di brandy e una di martini bianco, oppure un sportello della credenza del salone dove sono rimasti solo i bicchieri e al massimo un paio di stuzzicadenti.

Chissà se hanno mai ucciso qualcuno i miei genitori?

Gassman si serve da bere da “I nome del popolo italiano”
sarà lui il colpevole?

Written by Giorgio Acrilico

8 settembre 2009 at 10:16