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Rivoluzione Quantizzata in arrivo, nell'attesa CONSERVARE BOTTIGLIE VUOTE

Monitor Napolitano

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Nota politica. Napolitano stamattina dopo l’udienza con l’Anmil, l’Associazione nazionale dei mutilati ed invalidi del lavoro, ha chiamato i giornalisti per esprimere il suo pensiero:

L’interesse del Paese, che deve affrontare seri e complessi problemi di ordine economico e sociale, richiede che si fermi la spirale di una crescente drammatizzazione, cui si sta assistendo, delle polemiche e delle tensioni non solo tra opposte parti politiche ma tra istituzioni investite di distinte responsabilità costituzionali.
Va ribadito che nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento, in quanto poggi sulla coesione della coalizione che ha ottenuto dai cittadini-elettori il consenso necessario per governare. E’ indispensabile che da tutte le parti venga uno sforzo di autocontrollo nelle dichiarazioni pubbliche, e che quanti appartengono alla istituzione preposta all’esercizio della giurisdizione, si attengano rigorosamente allo svolgimento di tale funzione.
E spetta al Parlamento esaminare, in un clima più costruttivo, misure di riforma volte a definire corretti equilibri tra politica e giustizia.

Chiarissimo. Magistratura fatti i cazzi tuoi, parlamento mettetevi d’accordo sul come non prenderla in culo, che tanto a firmare le leggi ci sto io.

A parte che il parlamento in questo periodo non sta facendo proprio niente, comanda il governo a colpi di fiducia e decreti legge (tutti firmati dal simpatico presidente). Ma poi si è già scordato il giorno dopo la bocciatura del Lodo Alfano, norma palesemente incostituzionale, del cazziatone che gli ha fatto berlusconi, arrabbiato perché Giorgio non gli ha garantito la copertura politica in consulta del lodo.

Comunque Napolitano si prepara all’ennesima sfida: firmare la legge vergogna scritta dagli avvocati di silvio sui processi brevi o meglio sul suo breve processo. Il problema non è la magistratura che vuole mantenere i propri privilegi o  gli infiniti tempi processuali, il problema è che bisogna bloccare un paio di processi dove l’indagato è il presidente del consiglio, che comunque tiene a ribadire che anche quando arriverà una condanna lui resterà al suo posto. Bravo lui e bravo pure Giorgione che firmerà dormendo sonni tranquilli.

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