Pocket Revolution

Rivoluzione Quantizzata in arrivo, nell'attesa CONSERVARE BOTTIGLIE VUOTE

Archive for settembre 2009

Il carrello degli alcolici

leave a comment »

Ieri sera c’era questo film anni 80 con Tognazzi che fa il Commissario Ambrosio e un grande, ma davvero grande, Carlo delle Piane.

E mi è venuta in mente questa cosa, anche se in realtà avevo già affrontato l’argomento con mio cognato, cioè “vuole qualcosa da bere?”.
È una cosa abbastanza tipica che succede nei film di quell’epoca, si vedono queste case di borghesi incriminati con sempre un carrello o uno sportello pieno di bicchieri e bottiglie.

Dopo una giornata al lavoro, magari avendo commesso un omicidio o dopo un lungo interrogatorio, prendono un bicchiere e si fanno un bello scotch oppure un whisky liscio, così come si beve un chinotto, altro che aperitivo. Ma mica solo la sera, magari pure la mattina in vestaglia. Tutti che bevono. La moglie che ha appena perso il marito, l’industriale coinvolto in qualche losco traffico, l’amante del testimone, il commissario che ascolta la confessione.
Penso che sia stata una cosa tipicamente americana per far vedere che in quei tempi si stava bene.

Però in effetti anche i nostri genitori bevevano queste cose, controllate nelle vostre case, magari trovate un bel carrello in vetro e metallo con,se avete culo, una bottiglia a metà di brandy e una di martini bianco, oppure un sportello della credenza del salone dove sono rimasti solo i bicchieri e al massimo un paio di stuzzicadenti.

Chissà se hanno mai ucciso qualcuno i miei genitori?

Gassman si serve da bere da “I nome del popolo italiano”
sarà lui il colpevole?
Annunci

Written by Giorgio Acrilico

8 settembre 2009 at 10:16

Comunicazione unidirezionale con il futuro

with one comment

Cioè una capsula del tempo.

Ma andiamo per ordine

Uno si vuole sfogare, e allora scrive un blog.
Però nel blog non mi va di scrivere niente. Allora avrei voluto scrivere recensioni di film/fumetti/musica/altraroba oppure storie brevi fantasiose volendo omaggiare dei grandi tipo Tamburini, ma scrivere è talmente complicato, e non scrivo mai niente.
E il blog va avanti a cazzate sporadiche.
Allora adesso mi sfogo butta la cosa di getto e via riempiamo questo blog di veleno.
Però no perchè poi uno rischia di essere troppo cattivo, ma cattivo vero mica tipo Gambadilegno o il Pirata Orango, eppoi magari qualcuno lo legge e se la prende male che gli dico che è uno stronzo.
Posso cambiarlo. Posso trasformarlo in un racconto, io narratore faccio un altro personaggio che guarda quello che si sfoga, mentre quello che si sfoga (che in realtà sono io quello vero che sta scrivendo queste cosa) fa la cosa sbagliata.
Così nessuno capirà che in realtà io sono l’altro e non quello che faccio credere di essere. Complicato ma non abbastanza. Basta rileggere e si capisce in sottotraccia lo sfogo.
Soluzione
Capsula del tempo: lo sfogo va scritto in forma di racconto, va salvato e fra un po’ di tempo, quando la situazione sarà diversa dovrà essere pubblicato. Magari qualcosa lo cambio, se la situazione è cambiata diventerà più racconto e meno sfogo.

E alla fine un minisfogo sull’incomunicabilità del blog l’ho fatto, non era mia intenzione.

Il Pirata Orango – Doctor Vulter

Written by Giorgio Acrilico

6 settembre 2009 at 23:17